Ostaggi in Mali atterrati a Ciampino, ci hanno trattato bene

09 ott 2020

Lunghe barbe incolte, sono l'icona di una prigionia durata anni. Padre Pierluigi Maccalli e Nicola Chiacchio, magri e provati sono sbarcati alle 13:49 all'aeroporto di Ciampino, Conte e Di Maio li hanno accolti, ma i media sono stati esclusi per ragioni di sicurezza sanitaria. Rapiti da gruppi di jihadisti della galassia di al Qaeda, sono stati detenuti in Mali. Il missionario, 59 anni, della diocesi di Crema fu sequestrato il 17 settembre del 2018 a circa 150 chilometri dalla capitale del Niger Niamey, durante una missione si trovava nel proprio alloggio, quando i terroristi fecero irruzione, fu venduto da una persona del posto. Chiacchio, ciclista e turista, sparì il 4 febbraio del 2019. Interrogati dai magistrati romani che aprirono l'inchiesta per terrorismo. Hanno raccontato di essere stati gestiti da 3 diversi gruppi, quello dei pastori Fulani, da militanti arabi e da dei Tuareg. Hanno affrontato lunghi spostamenti, giorni trascorsi tra moto e barche lungo il Burkina Faso per raggiungere il Mali. Da marzo del 2019 sono stati detenuti insieme, trattati bene secondo il racconto del sacerdote che per il compleanno ha ricevuto una radio. E' così che hanno scoperto l'esistenza dei covid e la sua diffusione in Europa. Nel mese di aprile il quotidiano Avvenire aveva pubblicato un breve video durante i quali sequestrati dichiaravano la loro identità. La svolta che ha consentito la loro liberazione può essere legata alla nuova strategia politica seguita al passaggio di potere del Presidente Keita al colonnello Goita, primo passo è stata la liberazione di Saouma Isis esponente dell'opposizione politica. Quindi i due italiani insieme la cooperante francese Sophie Petroni in ostaggio per 4 anni.

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