"Non chiedo scusa alla Cina ma parlerò col presidente Xi. Cerchiamo la competizione e non il conflitto. D'ora in poi abbatteremo ogni oggetto che violi la nostra sovranità." Il Presidente degli Stati Uniti prende il pallone al balzo e approfittando di un imbarazzante ridimensionamento della misteriosa vicenda dei tre UFO distrutti sui cieli americani lo scorso weekend, erano probabilmente mezzi aerostatici per controllo meteo o ricerca scientifica dice, affronta la questione più seria ovvero la mongolfiera abbattuta sulla Carolina dopo essere stata beccata a spiare per conto di Pechino a inizio mese. E reitera il messaggio a quello che Washington continua a ritenere il nemico numero uno. Al di là di sporadici episodi come questo, la guerra tra le due superpotenze resta sui binari delle sanzioni commerciali. La Casa Bianca ha imposto restrizioni all'accesso di tecnologia americana per sei aziende che supportano l'esercito di liberazione popolare e il suo programma aerospaziale. La Cina ha risposto, di fatto ratificando quel divieto, con limitazioni al suo mercato imposte ai colossi della difesa Lockeed e Raytheon. Così Pechino flirta con Mosca, la Cina è disposta a lavorare con la Russia per promuovere il continuo sviluppo del partenariato strategico globale sul coordinamento tra i due Paesi nella nuova era, dicono pomposamente dalla capitale asiatica. E Washington si prepara a rafforzare la sua leadership occidentale in vista dell'anniversario dell' invasione russa dell'Ucraina.























