Papa in Iraq, carezza della Chiesa ai cristiani perseguitati

07 mar 2021

Termina con la carezza della Chiesa portata dal Papa ai cristiani perseguitati, il viaggio di Francesco in Iraq. Mosul roccaforte dell'Isis, capitale dello stato islamico, capitale di quelli che il Papa a chiamato traditori della fede e blasfemi e nella piazza delle 4 chiese tutte distrutte che Francesco alza una toccante preghiera per le vittime della guerra, non è lecito uccidere fratelli nel nome di Dio, dice, non è lecito fare la guerra nel suo nome e dalle mani del Papa sale in cielo una colomba Bianca, simbolo e l'augurio di una pace vera, E quando il Papa entra qui nella chiesa dell'Immacolata Concezione alte si alzano le grida di giubilo dei cristiani, pensiamo a cosa devono aver provato questa gente che ha subito una feroce persecuzione, questa chiesa è stata devastata, le panche incendiate, le mura erano annerite, adessso sono state ricoperte di marmo, i libri distrutti e il coro era diventato un poligono di tiro per i miliziani dell'Isis. sulle case di Qaraqosh disegnavano una N Nazareni per indicare chi per i fondamentalisti musulmani andava ucciso o convertito, se non riusciva a fuggire. Molte le ragazze cristiane prese come schiave, la metà dei cristiani non è più tornata a vivere qui, loro che sono stati da sempre protagonisti di questa civiltà. Il tragico ridursi dei discepoli di Cristo che in tutto il Medio Oriente è un danno incalcolabile. Non solo per le persone e le comunità interessate ma per la stessa società che si lasciano alle spalle. Ultimo atto prima di tornare a Roma la grande messa allo stadio di Erbil, e la grande finale carezza a chi ha scritto con la propria vita i nuovi atti dei martiri. La Chiesa in Iraq è viva, le ultime parole del Papa, Cristo vive e opera in voi e questo Paese aggiunge mi rimarrà nel cuore.

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