Papa in Slovacchia: "Fede a servizio degli altri"

15 set 2021

Ecco in una grande messa con 60.000 persone sulla spianata di Sastin davanti al Santuario della veneratissima Madonna dei Sette Dolori, nel giorno della festa in cui si organizza il pellegrinaggio nazionale, che Francesco conclude il suo viaggio di quattro giorni in Ungheria e Slovacchia. Un viaggio nel cuore dell'Europa per parlare a tutto il vecchio continente con appelli contro l'antisemitismo per l'abbattimento dei muri di separazione e la richiesta che la politica non strumentalizzi la religione. Una delle domande che ci si poneva prima del viaggio era sulle condizioni di salute del Papa, dopo l'operazione che aveva subito al colon a luglio e Francesco è apparso in ottima forma in questi quattro giorni, seguendo un programma intenso, pieno di incontri e di numerosi spostamenti. E nell'omelia Papa Francesco lancia un messaggio, non solo ai cattolici slovacchi, ma a tutta la chiesa: la Fede non può ridursi a zucchero, non può essere edulcorata, la Fede è una cosa concreta, deve farsi carne, la chiesa non può, non deve essere ostile al mondo, ma deve essere in ogni caso nel mondo un segno di contraddizione. La Fede promuova l'accoglienza e la solidarietà, chiede Francesco prima di spostarsi all'aeroporto di Bratislava per il rientro in Italia. "Anche noi guardando la Vergine Maria Addolorata ci apriamo a una Fede che si fa compassione, che diventa condivisione di vita verso chi è ferito, che soffre e chi è costretto a portare croci pesanti sulle spalle. Fratelli e sorelle una Fede che non rimane astratta ma ci fa entrare nella carne e ci fa solidali con chi è nel bisogno".

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