Papa: medici e infermieri rischiano la vita per noi

18 mar 2020

Preghiamo oggi per i defunti, a loro che a causa del virus hanno perso la vita, in modo speciale vorrei che pregassimo per gli operatori sanitari che sono morti in questi giorni, hanno donato la vita nel servizio degli ammalati. Non c'è giorno, da quando è esplosa con virulenza l'allerta Coronavirus in Italia, che Papa Francesco non parli, non preghi non compia gesti che abbiano al centro la preoccupazione per questa terribile pandemia: alla messa mattutina nella sua residenza di Santa Marta dice che Dio chiede di far vedere di più la nostra vicinanza reciproca in questo momento di crisi. Noi non possiamo, forse, avvicinarci fisicamente per la paura del contagio, ma possiamo risvegliare in noi un atteggiamento di vicinanza fra noi, con la preghiera, con l'aiuto. È proprio quello che sta facendo la Chiesa in Italia, ricca di iniziative e di prossimità. In un'intervista a “Repubblica” Francesco dice che nel pellegrinaggio di domenica a Roma, con i due momenti di preghiera in Chiesa, si è rivolto a Dio per chiedergli di fermare l'epidemia con la sua mano. Bergoglio incita a non sprecare questi giorni difficili e cita un articolo recente del conduttore televisivo Fabio Fazio che scriveva che chi non paga le tasse non compie solo un reato, ma un delitto perché se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua. All'udienza generale in diretta streaming il Papa, dopo aver detto che anche lui domani parteciperà all'iniziativa lanciata dalla CEI, tutti i cattolici recitino un Rosario alle ore 21:00 e mettano una candela o un drappo bianco alla finestra, torna a fare una preghiera a Dio. Ti chiediamo che custodisca, in modo speciale, la nostra famiglia, le nostre famiglie, gli ammalati e le persone che stanno prendendosi cura degli ammalati: i medici, gli infermieri, le infermiere, i volontari che rischiano la vita in questo servizio.

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