Papa: no a preti sposati. Ma la battaglia non è chiusa

12 feb 2020

“Querida Amazonia”, “Cara Amazzonia” dopo mesi di aspri scontri e discussioni esce il testo dell'esortazione di Papa Francesco che tira le fila del Sinodo sulla Amazzonia, che si è svolta a ottobre. E il tema caldo, quello che ha acceso per mesi gli animi, coinvolgendo anche Benedetto XVI, non viene nemmeno citato. Dei preti sposati nel documento pontificio non c'è traccia, almeno direttamente. Nel testo si parla con forza degli attentati all'ambiente, si attacca il nuovo colonialismo, si chiede di indignarsi di fronte al dolore e al disprezzo per gli uomini e la natura, ma per quanto riguarda la disciplina del celibato ecclesiastico non cambia nulla, nonostante nel testo finale del Sinodo, approvata a maggioranza dai Vescovi dell'Amazzonia e sottoposto al vaglio di Francesco, ci fosse la proposta di ordinare sacerdoti anche uomini che avevano moglie, per supplire alla mancanza di clero nella regione e per venire incontro alle comunità che, immerse nella foresta, sono private dell'eucarestia perché non vedono un prete, a volte, anche per anni. Il rimedio proposto da Francesco? “Occorre che i Vescovi, soprattutto dell'America Latina, siano più generosi”, scrive “e mandino sacerdoti in Amazzonia, si deve aumentare la fede e la vita delle comunità così che nascano vocazioni indigene. Serve una più incisiva presenza di laici maturi e dotati di autorità e più inculturazione e le donne devono avere più spazio”. Ma forte la delusione da parte di chi sperava in una svolta epocale sul celibato. Una discussione che non viene chiusa da questo documento. La battaglia intraecclesiale sui preti sposati per ora è solo rimandata. Prossimo terreno di scontro, il Sinodo dei Vescovi tedeschi. L’esortazione apostolica non chiude niente, piuttosto ci anima a riprendere e continuare il cammino sinodale. Il dibattito è da secoli e il dibattito può continuare.

pubblicità