Paura terrorismo a Bruxelles, ucciso 30enne somalo

26 ago 2017

L’incubo del terrorismo è tornato nel pieno centro di Bruxelles, dopo che un uomo, un somalo di trent’anni, non molto lontano dalla turistica Grand Place, in pieno centro, ha attaccato una pattuglia di polizia con un machete, al grido di “Allah akbar”. Ha ferito due agenti al volto e alla mano, poi è stato neutralizzato dalle forze dell’ordine, che hanno aperto il fuoco. Il trentenne, forse un lupo solitario, secondo gli inquirenti, è morto in ospedale per ferite provocate da colpi di pistola degli agenti. Un caso che la procura belga sta trattando come attacco terroristico, ma isolato, proprio perché il somalo trentenne era sconosciuto alle forze di polizia e all’antiterrorismo. “È tutto sotto controllo”, ha fatto sapere subito il centro di crisi del Belgio, nessuna manifestazione, pubblica o privata, è stata al momento annullata nella Capitale europea, il cui livello d’allerta dopo gli attacchi del 2016 non è mai variato. Ma la paura non è tornata solo Bruxelles: anche a Londra, davanti a Buckingham Palace, un uomo ha aggredito e ferito in modo lieve due poliziotti, prima di essere arrestato. Si tratta di un ventenne, fermato su una rotatoria del viale monumentale che parte dai cancelli del Palazzo Reale, perché i poliziotti avevano notato, nella sua automobile, un grosso coltello. Quando gli agenti hanno chiesto al giovane di scendere dall’auto, lui ha subito reagito, ferendo lievemente i due poliziotti alle braccia. Ora è in arresto, e la procura londinese sta cercando di capire quanto la sua reazione, il suo gesto e la sua presenza lì, vicino alla residenza reale, possa avere legami con il terrorismo.

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