Pegasus, Ungheria e India negano di aver spiato giornalisti

19 lug 2021

Esplode la bufera sulla vicenda dell'hackeraggio dei cellulari ai giornalisti attivisti in tutto il mondo, spiati attraverso il software Pegasus che sarebbe stato utilizzato illegalmente da alcuni governi, ora fioccano le smentite. I paesi finiti nel mirino negano con forza il loro coinvolgimento a iniziare da Ungheria, Marocco e India. Pegasus prodotto dalla società NSO Group di sorveglianza israeliana, che respinge ogni accusa sottolineando che il suo software non è collegato ad alcuna azione di spionaggio legale e viene ceduto solo a governi riconosciuti, per prevenire atti di terrorismo, pedofilia, traffico di stupefacenti e aiutare nella ricerca di persone scomparse. Ma la denuncia di Amnesty International è netta: Pegasus è usato per favorire la violazione dei diritti umani su scala mondiale. Immediata la reazione dell'Unione Europea: la vicenda è totalmente inaccettabile se è vera, dichiara la Presidente della Commissione von der Leyen. L'inchiesta Pegasus project nasce dalla collaborazione tra oltre 80 giornalisti di tutto il mondo, sotto il coordinamento dell'Ong Forbidden Stories con l'assistenza tecnica di Amnesty International. Secondo l'inchiesta 180 giornalisti, ma anche attivisti per i diritti umani, sindacalisti, politici e 13 capi di Stato sono finiti nel mirino di governi autoritari che si sono serviti di Pegasus per spiarli. Il software israeliano sarebbe stato usato dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti per spiare alcune persone vicine a Khashoggi, il giornalista ucciso a Istanbul. Anche il Governo ungherese di Orbán avrebbe controllato così i giornalisti investigativi e manager dei media indipendenti. Stessa cosa in Messico, spiato il giornalista Cecilio Birto, ucciso nel 2018. La lista dei numeri di telefono segnalati include più di 50 mila utenze, spiato anche Rahul Gandhi, avversario del Premier indiano Modi. Il software, nato per consentire ai governi di seguire terroristi e criminali è un malware che infetta gli smartphone per consentire di avere accesso ed estrarre messaggi, foto, mail e anche per attivare il microfono.

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