Un messaggio mirato a chiarire la necessità di una riforma così dolorosa per i francesi, ma allo stesso tempo per difendere l'operato del Governo. Il messaggio mandato dal Presidente Macron ai francesi sulla riforma delle pensioni non ha avuto l'effetto sperato di ridurre le tensioni nel Paese, al contrario è stato criticato da sindacati e opposizioni come un discorso distaccato dal popolo e sprezzante. Quello che è certo è che con il suo discorso, però, Macron ha voluto prendere tempo. Secondo Macron un modo per rendere più sopportabile ai francesi l'idea di dover lavorare più a lungo è quello di intervenire sulla qualità e sulle retribuzioni del lavoro in Francia. Ecco perché nelle prossime settimane e mesi il Governo si concentrerà sulla nuova legge sul lavoro, e lì il Presidente invita sindacati e opposizioni a mettersi a un tavolo con il Governo e trovare dei compromessi. Ma questa soluzione soddisferà abbastanza le piazze e interromperà gli scioperi e le manifestazioni? A dirlo saranno i cortei dei prossimi giorni a cominciare dalla nona giornata di sciopero nazionale, giovedì 23 marzo, per cui è attesa la partecipazione di centinaia di migliaia di manifestanti oltre che di 12 mila poliziotti extra schierati su tutto il territorio francese. Parallelamente si moltiplicano le proteste spontanee di minore entità, sparpagliate sul territorio e mirate a destabilizzare le forze dell'ordine creando più punti di protesta in contemporanea. Una strategia che viene chiamata di water.























