La decisione di istituire un giorno di celebrazioni risale al 9 maggio 1945. La Germania di Hitler ha capitolato da qualche ora e per celebrare la fine della Seconda Guerra Mondiale e la resa del regime nazista, su ordine di Iosif Stalin, si decide di segnare la data su tutti i calendari russi. Per organizzare la parata però si deve aspettare qualche settimana con i reduci tornati dal fronte europeo che sfilano a Mosca, poi quasi più nulla per 20 anni esatti. Troppo vivo probabilmente il ricordo del Trattato di non Aggressione, siglato da Molotov e Ribbentrop, nel 1939. Nel 1965 al potere c'è Breznev che impone un cambio di passo, è lui infatti a decidere di celebrare la giornata con una parata che segue il collaudato protocollo sovietico. La vittoria sui nazisti diventa così uno dei temi più solcati dalla propaganda e della pubblicistica comunista e a lei si affianca il ricordo delle oltre 27 milioni di vittime russe. Per trasformare le celebrazioni in una ricorrenza occorrerà aspettare però il 2005, quando Vladimir Putin, da qualche anno al Cremlino, deciderà di rilanciare il mito della Grande Guerra Patriottica, così come viene chiamata la Seconda Guerra Mondiale in Russia.























