Presidenziali 2020, Harris e Buttiegig nuove star dei dem

28 giu 2019

Doveva essere la serata di Joe Biden e Bernie Sanders, quella per il secondo round nel dibattito tra i candidati democratici alla Casa Bianca. È stata, invece, quella di Kamala Harris e Pete Buttigieg all'insegna di un ricambio generazionale che in molti auspicano nel partito per sconfiggere Donald Trump, nel 2020. In uno dei momenti clou della serata, la senatrice della California, unica donna nera in corsa è riuscita a mettere all'angolo l'ex vicepresidente Joe Biden, contestandogli il fatto di aver lavorato con due senatori segregazionisti e di essersi opposto ai pulmini scolastici pubblici di cui lei, da bambina, ha personalmente beneficiato in qualità di esponente di una minoranza in un quartiere disagiato. Uno degli interrogativi che aleggiavano intorno a Harris prima dell'inizio del dibattito, riguardava il fatto di essere troppo cauta. Due ore dopo, non se lo chiedeva più nessuno. Del Presidente in carica, Donald Trump, è arrivato a dire che con le sue politiche sugli immigrati, tradisce i valori dell'America. Gli applausi sono tutti per lei e stando a Google trends le ricerche sul suo nome hanno registrato un'impennata del 500%. Altra sorpresa di questo dibattito è Pete Buttigieg, è solo il sindaco di South Bend, piccola città dell'Indiana, eppure ha carisma, rigore e preparazione. Laureato ad Harvard parla cinque lingue, è omosessuale dichiarato e veterano della guerra in Afghanistan. È considerato il candidato preferito degli elettori liberali e istruiti, ma deve cercare di conquistare il sostegno degli afroamericani e delle minoranze. I due big sul palco, Bernie Sanders e Joe Biden, sono apparsi sempre uguali a loro stessi. Troppo sicuri, ognuno da parte sua, di essere il prossimo candidato in pectore. Tra loro due la temperatura è salita solo quando si è parlato della guerra in Iraq. Biden votò a favore e Sanders contro, ma quello è il passato. A tenere banco oggi è l'economia, l'immigrazione e i cambiamenti climatici. Da ieri è chiaro a tutti che l'esito della corsa per la nomination è tutt'altro che scontato.

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