Presidenziali Argentina, favorito Fernandez

27 ott 2019

Al suon di "sì possiamo" il presidente uscente Mauricio Macri ha radunato i suoi fedelissimi in una chiusura di campagna elettorale portando in piazza Buenos Aires, oltre 700000 persone. Numeri che fanno sperare in una rimonta nei sondaggi e in un improbabile ribaltone del risultato delle pre elezioni di agosto, quando gli argentini hanno scelto i due candidati per la poltrona della casa Rosada. Elezioni che hanno visto la vittoria di Alberto Fernandez, lo sfidante peronista di grande misura su Macri. Quattro anni di presidenza conquistata al motto di "via la povertà dal paese" e con la promessa di trasformare l'economia, ma il mandato di Macri si è chiuso senza i risultati sperati, anzi, con una crisi economica che morde il sistema argentino più che in passato. Il valore del peso si è dimezzato di fatto, l'inflazione è tra le più alte al mondo e la povertà ha raggiunto il 35%. Con tutto ciò dovrà avere a che fare Alberto Fernandez, che nei sondaggi si presenta con un vantaggio di 20 punti percentuali su Macri. Professore di legge e politico di lungo corso, poco noto al grande pubblico ma autorevole nei salotti della politica che ne apprezzano doti e discrezione. Fernandez è appassionato di musica, fan sfegatato di Bob Dylan, è stato capo di gabinetto dei ministri durante l'era della presidenza Nestor Kirchner e dei primi mesi della presidenza della moglie Cristina. Peronista moderato, se ce la farà dovrà far digerire una manovra economica assai dura in un Paese congelato dalle paure, con inflazione galoppante e crescita piatta. Fondamentali le sue capacità di negoziatore, dovrà metterlo in campo dopo il crollo della valuta con tutti i creditori dell'Argentina, incluso il fondo monetario internazionale, che preoccupa tutti con il suo fiato sul collo degli argentini.

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