Previsoni Ue, seconda ondata colpisce crescita economica

05 nov 2020

La buona notizia, se vogliamo, è che quest'anno le cose andranno un po' meno peggio del previsto. La brutta invece è che la ripresa sarà più lenta. Le previsioni appena aggiornate dalla Commissione europea indicano per il 2020 un Pil che in Italia scenderà del 9,9% contro l'11,2 delle precedenti stime, per poi tornare a crescere dal prossimo anno, anche se, come in quasi tutto il resto d'Europa, a fine 2022 le perdite non saranno ancora compensate del tutto. Il debito sfiorerà quest'anno il 160% del Pil, la disoccupazione avrà un suo piccolo anno prossimo all'11,6. Secondo Bruxelles il rimbalzo estivo dell'economia italiana è stato migliore di quanto ci si aspettasse. Ma sul futuro pesa l'incertezza dell'evoluzione della pandemia. Le previsioni non tengono poi in considerazione l'effetto delle restrizioni introdotte dall'ultimo Dpcm, ma neppure il potenziale effetto positivo del Recovery Fund. È un quadro certamente difficile che però conferma l'importanza di una reazione comune europea che questa volta c'è stato. Stavolta, e non accadeva da diversi anni, l'Italia non è comunque la maglia nera d'Europa. Peggio fa infatti la Spagna che quest'anno perderà il 12,4% del Pil. In fondo alla classifica anche Croazia, Francia, Portogallo e Grecia, mentre le contrazioni minori si registrano in Lituania, Irlanda e Svezia. Dalla Commissione anche l'appello all'europarlamento e al Consiglio a chiudere al più presto le negoziazioni sul bilancio comune pluriennale sul Recovery Fund, proprio mentre l'accordo è stato trovato almeno su uno dei nodi più spinosi: la condizionalità che lega l'erogazione dei fondi al rispetto dello stato di diritto.

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