Primarie Dem, conservatori: Usa non pronti a presidente gay

18 feb 2020

A pochi giorni dal voto in Nevada e Carolina del Sud e a due settimane dal decisivo “Super Tuesday”, le Primarie democratiche sono sempre più al centro del dibattito politico negli Stati Uniti e negli attacchi di Trump e dei commentatori conservatori come Rush Limbaugh, uno dei più noti speaker radiofonici d'America, che ad inizio febbraio, ricevuto dal Presidente Trump durante il discorso sullo stato dell'Unione e la Medal of Freedom, una delle massime onorificenze presidenziali, in passato data a personaggi del calibro di Madre Teresa e Nelson Mandela, Limbaugh negli ultimi giorni ha attaccato frontalmente Pete Buttigieg, sostenendo nel suo programma in radio che gli americani non avrebbero mai votato un Presidente gay. Buttigieg, che ha vinto in Iowa e in New Hampshire e si sta facendo spazio per conquistare consensi fra i moderati del partito, ha risposto con forza a questa dichiarazione, non esitando a definirla omofoba. Anche se, stando ai sondaggi, il Paese nel suo insieme è spaccato sull'ipotesi di un Presidente gay. Eppure Buttigieg sottolinea che anche quando si era candidato a Sindaco in una piccola città dell'Indiana, Stato profondamente conservatore, c'era chi gli diceva che la sua omosessualità sarebbe stata un problema, invece alla fine ha vinto la sua scommessa a South Bend ed è convinto di poterla vincere anche a livello nazionale, tanto che suo marito Chasten è sempre presente ai suoi comizi e Buttigieg non esita a chiamarlo di fronte ai suoi sostenitori e alla stampa “l'amore della sua vita”. Ma il gioco delle Primarie si fa sempre più duro anche al suo interno, come racconta la cronaca delle ultime ore, lo scontro fra Sanders e Bloomberg. Tutto nasce dallo spot che l'ex sindaco di New York ha comprato durante il Super Bowl, uno spot dedicato al problema del controllo delle armi negli Stati Uniti, uno spot elogiato dal padre di uno dei ragazzi uccisi nella strage del liceo di Parkland, in Florida, due anni fa. Cosa che ha scatenato le ire dei sostenitori di Sanders, che sui social si sono scagliati contro questo genitore già colpito da questa enorme tragedia. Bloomberg ha poi fatto un altro spot in cui accusa apertamente i sostenitori di Sanders chiedendosi se questo potrebbe mai essere un giusto Presidente per l'America. Per la prima volta all'ex sindaco di New York attacca dunque frontalmente uno dei suoi avversari in campo democratico e non Donald Trump. D'altronde Sanders è in vantaggio nei sondaggi in Nevada e Bloomberg sa che la vera sfida per conquistare la nomination a questo punto è proprio quella contro il senatore del Vermont.

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