Primarie democratiche Usa: si parte dall'Iowa

03 feb 2020

Le elezioni primarie del Partito Democratico iniziano da qui, dal piccolo Stato dell’Iowa, 3 milioni di abitanti, in maggioranza caucasici, delle gelide pianure del Midwest. Accade dal 1972. Il risultato ha un grande peso per quello che verrà, ecco perché i vari candidati, da Biden a Sanders, hanno iniziato con energia la loro campagna. Qui il sistema si basa sui caucus, come in Nevada o Wyoming. Oltre 1600 assemblee, con diverso numero di partecipanti, tra palestre, biblioteche e centri di ritrovo. Lo definiscono il Super Bowl delle primarie. Gli iscritti al partito discutono sul candidato migliore per la grande corsa alla Casa Bianca del novembre de 2020. Il secondo passaggio fondamentale è il Super Tuesday del 3 marzo, quando 15 Stati voteranno in contemporanea. Texas, California, Colorado, Alabama. Dalle preferenze dei grandi arrivano anticipazioni importanti sul risultato finale. Fece eccezione il 2008, quando il confronto tra Obama e Hillary Clinton si concluse con un sostanziale pareggio. Marzo, aprile, maggio, si voterà ogni mese sino a giugno con Montana, New Jersey, New Mexico e il distretto della Columbia che concluderà il giorno 16. Saranno 4000 i delegati che prenderanno parte alla convention finale nel mese di luglio. Il sistema prevede che siano loro, insieme ai superdelegati nominati dal partito, a votare il candidato. Il grande evento si terrà a Milwaukee. Tra il 13 e il 16 di luglio si deciderà lo sfidante democratico a Donald Trump, il duellante per la 46° presidenza degli Stati Uniti d'America, il 3 novembre. L’offensiva è aperta.

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