Protesta agricoltori, in India ritirata la riforma agraria

19 nov 2021

Chiedo scusa alla Nazione, per non aver saputo convincere i nostri fratelli agricoltori sulle intenzioni delle nostre riforme. L'annuncio arriva a sorpresa dal Premier indiano Modi, che cancella le contestate leggi sul commercio agrario. La protesta contro la riforma approvata dal Governo nel settembre del 2020, è stata una delle più lunghe e partecipate nella storia dell'India. I contadini infatti, rifiutavano la liberalizzazione del mercato e l'eliminazione delle garanzie statali, sui prezzi e non hanno mai interrotto le manifestazioni, nemmeno nei mesi più duri della pandemia. La data dell'annuncio scelta dal Premier, non è casuale. Anzi. Oggi, infatti, ricorre l'anniversario della nascita del fondatore della religione sikh. I contadini che hanno inscenato le proteste più decise, come i sit-in alle porte della capitale, che vanno avanti ormai dal novembre scorso, provengono prevalentemente dal Punjab e dall'Haryana. Stati nei quali la maggioranza della popolazione è appunto di religione sikh. La notizia, è stata accolta in tutto il Paese, con grande gioia e molti festeggiamenti ... che la decisione anticipa le elezioni della prossima primavera negli Stati dell'Uttar Pradesh, il più popoloso del Paese e del Punjab, dove i contadini costituiscono un'importante fetta dell'elettorato. Il premier Modi, ha annunciato anche la creazione di un comitato che includerà i rappresentanti del Governo Centrale, di quello di vari Stati, delle organizzazioni dei contadini ed esperti, per concordare insieme le prossime decisioni in materia di agricoltura.

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