Proteste Hong Kong, Usa esprimono preoccupazione

12 nov 2019

Atmosfera surreale stamane a Hong Kong con il fumo acre dei lacrimogeni che avvolge la maggior parte delle strade del centro e migliaia di cittadini, compresi donne, bambini e anziani che camminano a piedi lungo i binari e le grandi arterie cittadine per raggiungere le scuole e il proprio posto di lavoro. Dopo un'altra notte di violentissimi scontri, la maggior parte dei treni e degli autobus sono, infatti, bloccati, mentre in alcune zone della città sono già iniziati nuovi scontri. Tutte le università hanno annunciato un altro giorno di chiusura e rimandato tutte le cerimonie di laurea, mentre molte aziende private hanno lasciato liberi i propri dipendenti di restare a casa. E mentre non sono ancora sopite le polemiche, per quanto avvenuto ieri con la Polizia che ha sparato a bruciapelo contro un manifestante, ancora ricoverato in terapia intensiva, la governatrice Carrie Lam è di nuovo sotto accusa per non aver ordinato la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici. “Non dobbiamo darla vinta ai rivoltosi” ha detto la Governatrice “che vogliono far credere che la città sia in preda al caos. Non è cosi. Il popolo di Hong Kong rifiuta di diventare ostaggio di una minoranza violenta e continua a compiere il proprio dovere”. “Mandare i nostri figli a scuola, in questi giorni, è un atto irresponsabile”, ha risposto l'associazione genitori di Hong Kong. La Governatrice ha il dovere di garantire la sicurezza. Nel frattempo, fin dalle prime ore della mattina si sono verificati di nuovo scontri in varie parti della città, soprattutto nei pressi dei vari campus universitari, dove, autorità accademiche, docenti e studenti hanno annunciato un'azione congiunta, per protestare contro le violenze della Polizia, che in questi giorni, è entrata senza permesso nei campus, seminando il panico tra gli studenti.

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