Proteste Iraq, militari sparano su manifestanti a Nassiriya

28 nov 2019

Nella capitale Baghdad le forze di sicurezza hanno usato proiettili veri per respingere i manifestanti, che tentavano di superare le barricate sul ponte Arar, facendo strage di uomini. Cercavano di attraversare i punti della città che portano alla zona verde, quella che ospita i palazzi governativi. Anche nel sud del Paese c'è stato spargimento di sangue. A Nassiriya migliaia di manifestanti hanno sfidato il coprifuoco, imposto dalle autorità di Baghdad dopo l'assalto al consolato iraniano. Testimoni hanno riferito che i rinforzi militari, inviati per sedare la rivolta, hanno sparato sui manifestanti uccidendoli. In centinaia sono arrivati in gravi condizioni negli ospedali della città. Il Primo Ministro iracheno Mahdi ha rimosso il Generale Jamil Al-Shammari, Comandante militare inviato nella città meridionale di Nassiriya per ristabilire l’ordine. “Fuori l’Iran” gridavano i manifestanti iracheni, mentre prendevano d'assalto e davano alle fiamme il consolato di Teheran a Najaf. Una protesta rivolta soprattutto contro il regime degli ayatollah, considerato il vero responsabile della crisi che il Paese sta attraversando, mentre Teheran chiede punizioni esemplari contro gli autori dell'assalto al consolato. Negli ultimi anni l'Iran è riuscito ad ottenere grande influenza nella politica irachena. Le milizie sciite presenti nel Paese, hanno preso il controllo dei progetti di ricostruzione post bellici e hanno sviluppato innumerevoli attività illecite. L'Iran ha tutto l'interesse a mantenere la sua sfera di influenza in Iraq, Paese a maggioranza sciita, anche per evitare che finisca sotto l'influenza degli Stati Uniti.

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