L'ultimo affronto per Bibi è la traduttrice italiana che si è rifiutata di essere la sua interprete nella visita a Roma, ma è nulla in confronto, rispetto allo smacco di essere stato costretto a tenere l'incontro con il Capo del Pentagono, Lloyd Austin all'interno dell' aeroporto Ben Gurion a causa delle proteste che hanno bloccato le vie d'accesso all'aeroscalo. E' la nona settimana che i manifestanti sono scesi in piazza anche con violenti scontri, per manifestare contro la riforma della Giustizia. Uno schieramento composito che ha visto schierarsi contro il contestato progetto che vede una sostanziale diminuzione dei poteri di controllo della Corte Suprema, decine di migliaia di cittadini dello Stato Ebraico, dove a fianco dei giovani pacifisti che sventolano le bandiere Palestinesi e del Movimento lgbt Q, ci sono anche i contadini del Kibbutz e i militari. Il Premier accusa i manifestanti di rifiutare il dialogo ma la pronta risposta, "bugiardo", da il senso del clima che si respira. Particolare scalpore ha destato anche lo sciopero poi rientrato, dei riservisti piloti che si sono rifiutati rispetto al richiamo obbligatorio per la formazione. Nella sostanza quello che si contesta al Governo più a Destra della storia di Israele, di vuole lasciare carta bianca all'esecutivo e di azzoppare quel potente contrappeso che è la Corte. Da parte sua il Governo replica che la politica israeliana si è troppo appiattita sul potere giudiziario anche se non si può trascurare che Netanyahu ha pendenti sul suo capo diverse inchieste per corruzione. E come a rafforzare l'impressione di una delibera di ... gli avvenimenti degli ultimi giorni in Cisgiordania, divenuta obiettivo di diversi ride da parte delle Forze Speciali dello Stato Ebraico. Nelle ultime 72 ore a Jenin sono state uccise 9 persone. Secondo Ramallah sono state provocazioni da parte di Israele, mentre lo Stato Ebraico ha replicato che si è trattato di misure chirurgiche contro formazioni terroristiche.























