Putin all'Occidente: pronti ad ogni misura per proteggerci

21 dic 2021

Uno schiaffo, forse anche un pugno e piuttosto minaccioso. Vladimir Putin, nella conferenza di fine anno sulla sicurezza, ha deciso di vestire i panni del condottiero e forse, in una logica interna, ha evitato ogni concessione verso l'Occidente. Un Occidente che secondo la narrazione dello zar ha sbagliato le sue valutazioni della presunta vittoria della guerra fredda e che ha disatteso tutti gli accordi siglati, a partire da quello sui missili balistici, e che, oltretutto, ha continuato a fare proselitismo tra gli ex paesi del Patto di Varsavia, sostenendo anche il separatismo nel Caucaso occidentale. Per questo ha ribadito "è necessario che la Russia continui a sviluppare il suo arsenale e che rafforzi i suoi legami con l'alleanza militare di Shanghai". Insomma nessuna concessione, anche se tra le righe e seppur occultata da toni guerreschi, una mano agli USA la tesa. Nonostante gli americani abbiano disposto almeno 8 mila militari lungo la frontiera, questa la sua denuncia, si è detto pronto a valutare le proposte statunitensi. Una risposta chiara sul trattato di pace in nove punti per la de-escalation nell'aria. Un trattato che prevede il non ingresso dell'Ucraina nella Nato e il disimpegno militare da altri paesi dell'Europa dell'est. Intanto il ribollente fronte orientale continua il suo climax di tensione. Lo scontro sui migranti al confine tra Bielorussia e Polonia diventa sempre più aspro. Le Nazioni Unite hanno infatti denunciato che né Varsavia né Minsk hanno permesso agli inviati ONU l'ingresso nei rispettivi paesi. Le denunce di maltrattamenti sui migranti all'addiaccio, sulle terribili condizioni in cui sono costrette migliaia di persone in fuga da guerre e carestie, probabilmente troverebbero una tragica conferma.

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