Raid Usa, il ruolo dell'Iran nella regione

04 gen 2020

La mezzaluna sciita, l'essenza dell'agire del generale Soleimani e dell'Iran. il principale totem da abbattere per gli Stati Uniti di Trump. L'uccisione del potente, il comandante dei pasdaran, le guardie della rivoluzione iraniana, va soprattutto letta in questo senso, come il tentativo di bloccare la creazione di una sorta di internazionale sciita guidata dall'Iran, capace di creare e controllare per la prima volta nella sua storia millenaria, una continuità territoriale che vada dal golfo Persico al mar Mediterraneo e che comprenda, oltre ai persiani, paesi arabi a forte rappresentanza sciita come Siria, Libano e Iraq, ai quali si aggiungono Bahrain e i ribelli Houti in Yemen oltre ad Hamas a Gaza. La principale minaccia, questa, all'esistenza stessa di Israele che ha negli Stati Uniti il suo alleato più fidato. Gli Usa sono sempre stati il principale rivale dell'Iran dai tempi della rivoluzione khomeinista, 40 anni fa. Sempre, anche quando hanno semplicemente e strumentalmente tollerato l'Iran in chiave anti irachena e anti Saddam Hussein, fedeli a quell'intramontabile adagio per cui il nemico del nemico è mio amico. L'Iran di Soleimani aveva ormai creato un proprio esercito all'interno dell'Iraq. Gli Hezbollah iracheni, 25000 unità, era diventata una minaccia per le navi statunitensi che transitano nel golfo Persico e aveva sviluppato nuovi armamenti, come l'utilizzo di droni kamikaze. Fallito un primo tentativo con Israele era andata a segno contro l'altro grande rivale, la sunnita Arabia Saudita con le sue raffinerie diventate bersagli. L'assalto all'ambasciata americana in Iraq ha offerto al presidente americano in campagna elettorale e non disposta a vivere una crisi simile a quella degli ostaggi americani a Teheran, che costò 40 anni fa la Casa Bianca a Jimmy Carter, il perfetto casus belli. Ora il commander in chief può dire di aver ristabilito la deterrenza militare Usa nella regione, che si era andata offuscando sotto l'amministrazione Obama. Ora non resta che attendere di capire quale sarà la reazione di Teheran.

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