Regeni, tre nuovi testimoni nelle carte dei pm

14 apr 2021

A 15 giorni dall'udienza preliminare in cui la Procura di Roma, chiederà il rinvio a giudizio per i quattro indagati del sequestro, le torture e la morte di Giulio Regeni, dalle nuove carte depositate dai PM, emergono nuovi elementi. Nelle ultime settimane una decina di persone in Egitto, si è detta Infatti informata sulla vicenda e di queste tre, sono state ritenute attendibili per alcuni dettagli da loro riportati su fatti già acquisiti. Uno in particolare di estremo interesse, un uomo riferisce di sapere che gli agenti della National Security egiziana, di cui fanno parte 3 degli indagati, erano a conoscenza della morte di Giulio, già il giorno prima del ritrovamento del corpo, cioè il 2 febbraio 2016 e che, per allontanare ogni sospetto da sé stessi, avrebbero inscenato una rapina. Ciò che poi si sa per certo, è che le autorità egiziane hanno effettivamente attribuita ad una rapina finita male l'uccisione del ricercatore l'italiano e che i rapinatori, sarebbero tutti morti in un conflitto a fuoco con la polizia. Le tre nuove testimonianze, vanno dunque ad aggiungersi alle cinque già raccolte personalmente dagli inquirenti, tra cui, quella di un ex spia egiziana che dice di aver visto Giulio, nella famigerata stanza 13 della National Security nel palazzo del Ministero degli Interni, riverso a terra, nudo e incatenato e delirante a causa delle torture. Se il GUP, il 29 aprile, rinvierà dunque gli accusati a giudizio, l'unico processo a loro carico si terrà in Italia, secondo le nostre leggi e sull'impianto accusatorio dei nostri magistrati.

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