Regno Unito, anche Johnson opta per il covid pass

20 lug 2021

I night club inglesi hanno avuto giusto una notte per festeggiare il ritorno alla normalità dopo 16 mesi di chiusure. Ma proprio durante la conferenza stampa che avrebbe dovuto celebrare il cosiddetto freedomday è toccato allo stesso Primo Ministro Boris Johnson gelare gli entusiasmi. Da settembre, quando tutta la popolazione adulta dovrebbe essere vaccinata con le due dosi, per frequentare discoteche e realtà similari ci vorrà il Covid-Pass. E il dibattito pubblico si infiamma subito in un Paese refrattario agli ordini imposti dallo Stato e che non sente la necessità di dotarsi di un documento d'identità neanche quando si va a votare. Per i detrattori di questo Governo si tratta dell'ennesima giravolta e, forse, neanche della più importante visto che sempre il Premier, dopo aver ripetuto per mesi che quella intrapresa era un road map cauta ma irreversibile, ora auspica che lo sia. C'è poi il braccio di ferro con i Sindaci laburisti di Londra e Manchester, che insistono sulla necessità di utilizzare le mascherine almeno sui mezzi pubblici. Negozianti, grande distribuzione, si muovono in ordine sparso ma in molti chiederanno alla clientela di continuare a coprirsi naso e bocca. Insomma, il livello di confusione è tale che è facile perdere l'orientamento anche quando si opera ad alti livelli. È successo anche a Sir Patrick Vallance, consigliere scientifico capo dell'Esecutivo Johnson. In conferenza stampa ha detto che il 60% degli ospedalizzati per Covid hanno ricevuto la doppia dose di vaccino. Errore clamoroso, si tratta di non vaccinati.

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