Ringraziamento, Biden: batteremo il virus, ma ora no feste

26 nov 2020

L'anno prossimo la festa del ringraziamento compirà 400 anni. La speranza degli americani è di poterla celebrare protetti da un vaccino, ma nell'attesa anche questo giorno così unico nella loro tradizione, si è dovuto adeguare alle nuove regole imposte dalla pandemia. Questo ancor più del Natale, è il giorno che negli Stati Uniti si passa in famiglia attorno alla tavola imbandita con tacchino, la salsa di mirtilli rossi, contorni di zucche e patate dolci. Un menù che non varia da Stato a Stato e che fa sentire gli americani uniti sotto una tradizione, ma nell'anno del covid 19, con gli ultimi dati che parlano di 2400 morti e più di 170000 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, tutto cambia. Le autorità nazionali temono che le feste in famiglia possono tradursi in nuovi focolai di contagio e hanno chiesto agli americani di non viaggiare, di non cercare di raggiungere parenti nelle altre città e di non ritrovarsi in gruppi troppo numerosi. Anche la tradizionale parata di Macy's che raduna a New York migliaia di persone sarà in forma ridotta, senza pubblico, un evento solo televisivo. Il Presidente eletto Joe Biden ieri nel suo discorso alla nazione in occasione del ringraziamento, ha sottolineato che anche per lui le celebrazioni saranno in forma ridotta. Sarà da solo a Wilmington con la moglie Jill, la figlia e il genero perché, ha spiegato, quest'anno chiediamo agli americani di dimenticare alcune delle tradizioni del ringraziamento. Quest'anno bisogna stare a casa, proprio perché teniamo l'una all'altra quest'anno passeremo questo giorno separati. Diversa l'indicazione arrivata dalla Casa Bianca, dove Donald Trump, ancora non concede le elezioni e invita gli americani a ritrovarsi insieme in questo giorno nelle case e nei luoghi di preghiera per ringraziare Dio delle tante benedizioni.

pubblicità