Dopo la decisione della Commissione e del Parlamento il principio si scontra con la messa in pratica e diversi paesi iniziano a mostrare difficoltà e ad esprimere obiezioni. Parliamo del divieto di circolazione di macchine a benzina e diesel dal 2035. Tempo 12 anni insomma le auto e i furgoni in Europa dovranno essere ad emissioni zero. Fin qui tutti d'accordo, il problema però è che ora la misura va approvata definitivamente a maggioranza, prima dagli ambasciatori e poi dai leader dei 27 stati membri, e paesi come l'Italia o la Germania o la Polonia e l'Ungheria hanno annunciato il loro voto contrario o l'astensione. L'Italia teme conseguenze pesantissime sull'occupazione e il comparto industriale automobilistico, contesta che la futura circolazione sia tutta affidata ad auto elettriche, al momento troppo care. La Germania che invece sull'elettrico ha investito parecchio chiede all'Europa investimenti e incentivi però anche per i carburanti sintetici e biologici che potrebbero essere utilizzati anche dalle macchine attuali a combustione interna con solo piccoli cambiamenti. Poiché la misura passa solo se viene approvata da stati che in totale rappresentano almeno il 65% della popolazione europea, al momento con l'opposizione di Italia, Germania e Polonia la maggioranza non ci sarebbe. La presidenza svedese ha quindi deciso per la seconda volta di non procedere ad un voto che avrebbe esito negativo. La questione è rimandata a tempo indeterminato, segnale che ci vorranno ancora diversi approfondimenti e trattative per poter trasformare in legge un obiettivo fondamentale della lotta europea ai cambiamenti climatici.























