Rischio impeachment, Trump twitta contro testimone

16 nov 2019

È stato un venerdì complicato per Donald Trump. La giornata si era aperta con un punto a suo favore: la Casa Bianca ieri mattina ha infatti pubblicato la trascrizione della prima telefonata tra il Presidente e il presidente ucraino Zelenskiy, datata 21 aprile. In questo primo contatto il Presidente non esclude un possibile futuro incontro con Zelenskiy, senza però chiedere alcuna condizione. È un colloquio utile alla difesa per sostenere che non ci sono state pressioni illegittime su Kiev. Ma poi è iniziata a Congresso nell'ambito dell'inchiesta per l'impeachment, la testimonianza dell'ex ambasciatrice americana in Ucraina Maria Yovanovitch. La Yovanovitch, diplomatica di lungo corso, che ha servito i ruoli di primo piano sia con amministrazioni repubblicane che democratiche, sarebbe stata silurata da Trump, fra l'altro perché sgradita a Zelenskiy e all'avvocato del presidente Rudolph Giuliani, contro cui, sempre in queste ore a New York, si è aperta un'indagine nell'ambito dell'Ucrainagate per corruzione anche di funzionari stranieri e possibili violazioni delle regole sui finanziamenti elettorali. Senza contare che la Yovanovitch si sarebbe mostrata particolarmente rigida, quando le era stato richiesto di portare avanti l'agenda politica del Presidente in Ucraina contro Joe Biden e i democratici. Trump, a differenza del primo giorno di audizioni pubbliche, questa volta però ha deciso di seguire quanto accadeva al Congresso, commentando, come di consueto, via Twitter, attaccando la diplomatica, una vera e propria intimidazione di testimoni, secondo i democratici, che hanno colto la palla al balzo per chiederne direttamente conto alla Yovanovitch durante la sua deposizione. Un autogol di Trump, anche secondo i media conservatori. E non è stato l'unico momento infelice della giornata per lui. Ieri, infatti, Roger Stone, uno dei suoi più stretti consiglieri e sostenitori è stato riconosciuto colpevole per sette capi d'imputazione fra cui falsa testimonianza al Congresso, rispetto ai suoi contatti con WikiLeaks, nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate. Ora rischia fino a 50 anni di carcere.

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