Roghi in Australia, diversi animali a rischio estinzione

14 gen 2020

Il fumo avvolge l'Australia. Cenere e aria satura ormai da settimane sono la routine di chi ci convive. Questo in città; appena fuori invece la situazione è questa, e anche in questo caso ormai è quotidiana. Fiamme spente a fatica, prima che si riaccendano poco più avanti; sembra una battaglia infinita di vigili del fuoco e volontari. Ci sono tante storie diverse. In questi mesi 28 vittime, 28 famiglie che piangono, animali raccolti ogni giorno, koala, wallaby, in alcuni casi salvati dal cielo con cibo, altrimenti impossibile da trovare. Ognuno cerca qualcosa o qualcuno in questo disastro naturale. Lui è Ash Gram; da giorni cerca il suo cane, una ricerca capillare in ogni grotta, anfratto o bosco, o almeno quello che ne è rimasto. La moglie è morta anni fa e questo cucciolo rappresenta ormai la sua famiglia. Non è il solo che va alla ricerca in queste macerie. Gli animali scomparsi sono tanti. E a rischio è anche il koala, simbolo dell'Australia. Il Ministro dell'Ambiente avverte: troppi animali morti nei roghi. Stanziati 34,5 milioni di dollari per la ripopolazione. Secondo gli scienziati questo tipo di incendi potrebbe diventare molto meno straordinario di quanto si pensi. Se non facciamo qualcosa per il pianeta, non sarà così tanto strano vedere roghi di questa portata. E invece è il Primo Ministro, Scott Morrison, a negare questa connessione. Anche il tennis si ferma; le qualificazioni per gli Open ritardano a causa della scarsa qualità dell'aria. In tutto questo unica buona notizia al momento arriva dai vigili del fuoco: domate le fiamme alle porte di Sydney, dopo mesi di battaglia. Donazioni arrivano dal mondo dello spettacolo, dello sport e della finanza, e poi Apple e altri. Chi invece riceve critiche per la poca generosità è il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, che dona 690 mila dollari. Troppo poco, dicono in molti, per l'uomo più ricco del mondo, con una fortuna valutata in 113 miliardi di dollari.

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