Russiagate, Horowitz: Fbi non ha agito politicamente contro

10 dic 2019

Quasi 500 pagine è il risultato di un lavoro di indagine durato mesi. Questo è il rapporto dell'ispettore generale Michael Horowitz che Donald Trump e i suoi sostenitori speravano potesse trovare qualcosa di compromettente sull'origine dell'inchiesta sul Russiagate. Le teorie del complotto in questi anni, su questa questione, sono state numerose e fantasiose, ma tutte hanno sempre girato dietro ad un assunto principale: il Russiagate altro non sarebbe che il tentativo estremo del Deep State, quindi delle agenzie di Intelligence e dell'élite di Washington, compresa l'Amministrazione Obama, di delegittimare il Presidente, nella speranza di poterlo cacciare dalla Casa Bianca. Le conclusioni, però, trovate da Horowitz raccontano una storia diversa. Certo, ci sono stati errori commessi dall'FBI, soprattutto nella spinosa questione delle intercettazioni di uomini vicini alle campagna di Trump, ma l'inchiesta guidata dal procuratore Mueller non è stata originata e soprattutto non è stata portata avanti per motivi politici. Anzi, secondo Horowitz, c'erano tutte le ragioni per gettare un faro sulle ingerenze della Russia nella campagna del 2016. Horowitz fa luce anche su un lato tutto italiano della vicenda. Come è noto, fu per primo un ex collaboratore della campagna di Trump, George Papadopoulos, a dire ad un suo amico che lavorava per l'ambasciata australiana a Londra che i russi forse avevano qualcosa di sporco su Hillary Clinton, un'informazione che Papadopoulus aveva avuto da Joseph Mifsud, un professore maltese che lavorava alla Link Campus University di Roma, una figura sospetta che, secondo Papadopoulus, è, in realtà, il soldo dei servizi occidentali. Il rapporto pubblicato ieri esclude, invece, questa ipotesi, cara ai cospirazionisti. Tuttavia, secondo il Ministro della Giustizia Barr, dal documento di Horowit emerge comunque un atteggiamento troppo intrusivo dell'FBI e per Trump dimostra la disonestà del Bureau. E poi c'è la posizione più critica, quella del Procuratore speciale Durham, che era stato anche in Italia insieme al Ministro della Giustizia Barr per incontrare i servizi della nostra Intelligence. Secondo Durham, il rapporto Horowitz non è accurato e quello che emergerà, invece, dalla sua inchiesta parallela sarà molto più rilevante rispetto alle vere origini del Russiagate.

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