Scontri a Gerusalemme per festività musulmana, 61 feriti

12 ago 2019

Si riaccende la tensione tra palestinesi e israeliani nella giornata di Eid al-Adha una delle festività chiave dell'Islam. Teatro degli scontri la spianata delle moschee, considerata per entrambi un luogo sacro. Il sito era stato chiuso ai fedeli ebrei nella giornata della festività musulmana, dal primo Ministro israeliano Netanyahu, per evitare scontri tra le due parti e per permettere ai palestinesi di pregare. Scontri che sono comunque avvenuti, quando la Polizia ha deciso di riaprire la spianata anche agli israeliani che hanno rifiutato la decisione del Premier per commemorare il giorno della distruzione del primo e del secondo Tempio di Gerusalemme. Le Forze dell'Ordine israeliane hanno sparato proiettili rivestiti di gomma, schegge di granate e gas lacrimogeni. Negli scontri sono rimasti feriti 61 palestinesi. Dal canto suo, l'organizzazione per la liberazione della Palestina, riafferma la propria posizione di resistenza. Continua cosi il conflitto israelo-palestinese. Ma non è solo una questione politica l'origine dell’avversione che da decenni si accende tra le due parti. L’esigenza di un’appartenenza identitaria infatti mosso e continua a muovere i due popoli. Ed è per queste ricerche identitaria che si reclama Gerusalemme, che per il popolo ebraico rappresenta la terra promessa al popolo da Dio e che per i musulmani, invece, è il sogno di pellegrinaggio del fedele verso la moschea di Gerusalemme. La capitale contesa tra le due nazioni, rimane cosi il principale luogo di scontro tra due popoli che cercano in quella terra, un luogo da chiamare casa.

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