Terza notte di scontri a Gerusalemme, rischio escalation

10 mag 2021

Pietre contro gli agenti israeliani, lacrimogeni e cariche contro i manifestanti palestinesi. Gli scontri nella Città Vecchia di Gerusalemme sono proseguiti così, con poliziotti e dimostranti che si sono fronteggiati nei pressi della spianata delle Moschee per la terza notte consecutiva. La meno pesante per quanto riguarda il bilancio dei feriti, ma ugualmente carica di tensione perché il timore di un'escalation di violenza aumenta. Già ieri si erano registrati scontri in un'altra città, ad Haifa, mentre da Gaza erano stati lanciati 5 razzi ai quali l'esercito israeliano aveva risposto bombardando postazioni di Hamas. Oggi gli ebrei ortodossi sfilano in marcia per la ricorrenza del "Jerusalem Day", la Festa Nazionale che commemora la riunificazione della città e questo potrebbe scatenare nuove tensioni, anche se la Corte Suprema ha rinviato l'udienza con cui, sempre oggi, avrebbe dovuto decidere sugli sfratti nel quartiere di Sheikh Jarrah, con il possibile esproprio di decine di case di palestinesi, in favore dei coloni ebrei. Questa è la causa scatenante delle nuove tensioni che hanno risvegliato le proteste in altri paesi musulmani, anche in quelli meno ostili ad Israele, come la Giordania. Gli Stati Uniti, intanto, sono tornati a esprimere "seria preoccupazione", mentre il Segretario Generale dell'ONU Guterres ha esortato Israele a cessare sfratti e demolizioni.

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