Lancio di pietre, gas lacrimogeni sparati dalla polizia, fuochi nelle strade, silenziose in pochi casi, veglie di preghiera. Esplode la rabbia degli studenti nelle ore seguite al peggior incidente ferroviario mai accaduto in Grecia, ad Atene da dove il treno era partito, a Salonicco lì dove sarebbe dovuto arrivare col suo carico di ragazzi al rientro dalla vacanza di carnevale, a Larissa luogo del terribile scontro tra il mezzo passeggeri e quello che trasportava merci. Avanti gente, non chinate la testa, l'unica soluzione è di nuovo resistere, urlano i giovani nelle strade sostenuti nella loro protesta dai sindacati che denunciano una rete ferroviaria disastrosa, tra carenza di personale, infrastrutture vetuste, assenza di manutenzione e un traffico ferroviario regolato via telefono. Molto lentamente si va verso la modernizzazione ma il percorso per colmare le croniche deficienze del sistema è lunghissimo. Il bilancio è ancora incerto, i morti sono più di 40, decine i feriti, decine i dispersi. Oggi i droni restituiscono queste immagini, distruzione e lavoro incessante di soccorritori. Enorme lo shock nel paese. Il capo stazione di Larissa, arrestato poco dopo la tragedia e accusato di omicidio colposo per negligenza, sarà oggi davanti agli inquirenti. Secondo fonti citate dal sito del quotidiano Kathimerini l'uomo avrebbe ammesso di aver indirizzato il treno sul binario sbagliato e di non essersi reso conto dell'errore fino al momento dell'incidente. Il premier Mitsotakis ieri ha parlato di tragico errore umano. Il Ministro dei Trasporti si è dimesso ma la sensazione è che non basterà per frenare la rabbia per la strage dei ventenni.























