Sea Watch, Ue: Ripartizione possibile ma dopo sbarco

27 giu 2019

I Paesi Bassi dicono no, alla richiesta italiana di accogliere i migranti a bordo della Sea Watch, imbarcazione che batte per l’appunto bandiera olandese. “Comprendiamo le preoccupazioni dell'Italia e riconosciamo i suoi sforzi contro i flussi incontrollati in Europa - dice la Ministra per l'immigrazione dell'Aia - ma ciò non significa che prenderemo anche le persone a bordo”. A una soluzione per il dopo sbarco sta però lavorando la Commissione Europea, in contatto con diverse Capitali, per mettere in piedi, come accaduto in passato, una coalizione di Paesi disponibili ad accogliere una quota di migranti. Lo ha fatto sapere il Commissario all'immigrazione Avramopoulos che ha chiesto all'Italia, di contribuire a una svolta rapida. Di più Bruxelles non può fare, dato che la riforma del regolamento di Dublino è finita su un binario morto. La ripartizione per quote obbligatorie era stata approvata un anno e mezzo fa dall'Euro Parlamento, seppure senza il voto dei partiti dell'attuale maggioranza italiana, contrari i 5 Stelle, astenuti i leghisti. La riforma è stata però poi affossata da alcuni Stati membri, primi fra tutti quelli dell'est. “Adesso i grandi cambiamenti sono improbabili”, ha ammesso Maria Ohisalo, Ministra dell'Interno della Finlandia, Paese che da lunedì avrà la Presidenza di turno dell'Unione. La Ministra ha comunque invitato il collega italiano Salvini, a partecipare agli incontri formali e informali, anche bilaterali, per cercare di trovare un terreno comune in Europa. Fanno poi discutere le dichiarazioni del Vicepremier, che ha minacciato di non prendere più le impronte dei migranti che sbarcano in Italia. In pratica,per sollevare il nostro Paese Dalle responsabilità nei loro confronti e per lasciarli liberi di girare clandestinamente nell'Unione Europea. La Commissione ha però ricordato che la registrazione dei migranti nel Paese di primo ingresso è, secondo il diritto comunitario, un obbligo di legge e dunque, una sua violazione potrebbe portare anche all'apertura di una procedura di infrazione.

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