Seul, nuove esercitazioni contro minacce da Corea del Nord

04 set 2017

La Corea del Sud risponde al test nucleare di Pyongyang, mobilitando e armando la flotta congiunta con gli alleati nel Mar del Giappone. Mostra i muscoli, montando sui caccia F15 missili Taurus, con un raggio d’azione di 500 chilometri e punta a dispositivi terra-aria, ai confini verso i siti di sviluppo del nucleare nordcoreano. I vertici della Difesa espongono i piani militari al Parlamento di Seul, dopo il test nucleare di Pyongyang, che scuote gli equilibri della penisola e getta sui Capi di Stato dell’area il pesante compito di proteggere i civili dagli sviluppi devastanti di un conflitto regionale. Gli alleati in Giappone e negli Stati Uniti, si dicono pronti all’opzione militare. D’altronde, l’intelligence sudcoreana conferma che oltre confine, al nord, sono in corso preparativi per altri lanci di missili balistici intercontinentali. Seul ha chiesto al proprio stato maggiore di difesa di rispondere fermamente a Pyongyang, dando il via libera ad una nuova esercitazione a fuoco vivo. Armate anche le postazioni missilistiche terrestri: obiettivo, dimostrare al regime di Kim Jong-un che la Corea del Sud è pronta a reagire in caso di aggressione. Dalla Casa Bianca, il monito del presidente Trump su ogni possibile opzione. Si guarda quindi alla convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu per le 16, ora italiana, nella speranza di trovare strumenti adeguati a fermare le velleità nordcoreane. Ma l’esito della riunione su possibili nuove e severe sanzioni sembra scontato. Cina e Russia fanno quadrato, uniti nelle dichiarazioni di condanna, ma stringono un patto di coordinamento e azione congiunta. Con buona probabilità, salvo sorprese dell’ultima ora, voteranno contro nuovi provvedimenti sanzionatori per Pyongyang. La linea comune è quella di evitare un pieno embargo dell’export del greggio della Corea del Nord per scongiurare il ricorso a misure definite troppo estreme, dagli esiti assai incerti.

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