Si lavora per crisi migranti al confine bielorusso

19 nov 2021

Gli aiuti che stiamo ricevendo da tutto il Paese, sono enormi, è una cosa grande, credo che possiamo dare veramente una mano a queste persone. Un operatore umanitario racconta della mobilitazione di parte della Polonia, in aiuto dei migranti bloccati al confine. Se la polizia li respinge, li arresta e dopo aver portato in ospedale chi ha bisogno di cure, lo riprende per la procedura d'espulsione, le organizzazioni umanitarie, stanno ricevendo una mano da molti civili, scioccati dei morti di freddo ai confini del loro Paese. Intanto sembra che anche la Bielorussia, si stia muovendo per risolvere la situazione. Da una parte, ha dato riparo a circa duemila persone bloccate all'aperto nei boschi, dall'altra sta consentendo il rientro, non è chiaro quanto volontario, di centinaia di cittadini iracheni, tramite voli messi a disposizione da Baghdad. Lukashenko cercava un riconoscimento da chi, come l'Europa, lo considera un dittatore ed un presidente illegittimo. I contatti, avuti nei giorni scorsi con Angela Merkel e i colloqui, seppur informali, tra Minsk e Bruxelles, di queste ore, gli stanno dando soddisfazione. Tanto che ha ammesso, in un'intervista alla BBC, che si, è possibile ci sia stato, in alcuni casi, un aiuto dei soldati bielorussi ai migranti, per sfondare i confini con la Polonia. Ma non è un atto organizzato, volto a creare disordine, ha detto, è stato frutto del nostro buon cuore slavo. La situazione si spera vada verso una risoluzione, ma ci vorrà tempo, se è vero che i migranti che vagano per la Bielorussia, con la speranza di arrivare in Europa, sono ancora circa 10mila.

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