Siria, Erdogan e Putin stabiliscono tregua per Idlib

06 mar 2020

Amici come prima, più di prima. L'asse Putin-Erdogan continua a rinvigorirsi, i due si vedono, parlano rigorosamente a porte chiuse e poi stabiliscono dove, come e quando una tregua possa essere raggiunta in un'area di conflitto. Poco cambia che si tratti di Libia o di Siria se gli interessi in campo per entrambi sono forti. Con buona pace di ONU e Unione Europea che da 9 anni assistono alla guerra siriana impotenti in una manciata di ore di confronto, vis-à-vis non c'è nessuna incomprensione che tra Vladimir e Taipei non sia stata superata fino ad arrivare all'annuncio che parla martoriata città siriana di Idlib, dove nell'ultimo mese si sono verificati durissimi scontri tra turchi ed esercito siriano, sostenuto dai russi, è stata stabilita una tregua a partire dalla mezzanotte. Abbiamo avuto un incontro di circa 6 ore e abbiamo dialogato nonostante le differenze di vedute. Spero che sia dato seguito a questo incontro storico e quest'anno aspettiamo il Presidente Putin in Turchia per una riunione, ha detto Erdogan a conclusione dell'incontro moscovita. Io e il mio caro amico Putin ci terremo in contatto, ha concluso il sultano di Ankara. Non sempre concordiamo su tutto, ma quando il momento si fa critico i due Paesi sono sempre in grado di trovare un'intesa comune e arrivare a una soluzione, ha confermato il Presidente russo. Oltre al cessate il fuoco, l'accordo stipulato tra i due leader prevede la creazione di un corridoio lungo 6 chilometri a Sud e altrettanti a nord dell'autostrada M4, che collega Latakia ad Aleppo e pattugliamenti congiunti russo-turchi su un tratto della stessa autostrada, a partire dal 15 marzo. Mosca e Ankara hanno anche trovato il modo di ribadire che non è più una soluzione militare alla crisi in Siria e addirittura che la sovranità e l'integrità territoriale del Paese va rispettata. Intanto l'ONU ricorda che il numero di sfollati dal 1° dicembre ad oggi è salito ad un milione di persone. Di questi l'80% sono donne e bambini, i minori sono il 60%.

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