E' una corsa contro il tempo in Siria, il terremoto è una crisi umanitaria che si sovrappone alla già grave crisi post-bellica. Giovedì sono passati i primi 6 camion d'aiuti, nelle ultime ore dai valichi con la Turchia 14 tratte portano cibo, coperte, acqua, medicinali verso Aleppo. Il Presidente Assad ha visitato l'ospedale di Latakia e concesso alle Nazioni Unite l'ingresso nei territori sotto il controllo dei ribelli. Li le maggiori difficoltà per capire i danni e i morti. 500.000 sono morti durante il conflitto civile, milioni sono i siriani espatriati e 6 milioni i profughi interni questi i dati ONU precedenti al terremoto e che danno il polso della distruzione di questo territorio. Ora le squadre dell'ONU potranno quantificare la situazione nei territori ribelli, i campi profughi della guerra sono stati presi d'assalto dai terremotati e c'è una situazione di sovraffollamento, carenza di cibo, farmaci e tutto l'occorrente per fronteggiare l'ondata di gelo. Il Direttore Generale dell'organizzazione Mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus è arrivato ad Aleppo e definisce la situazione catastrofica di una città straziante.























