L'ultimo sopravvissuto è un uomo che era rimasto intrappolato tra le rovine di una grande moschea crollata, ma sotto le macerie degli edifici indonesiani sbriciolati ci sono ancora corpi senza vita da estrarre. La speranza che sotto i calcinacci ci sia qualcuno da salvare si fa sempre più vana. L'Isola di Lombok è un'ecatombe dopo il devastante terremoto di magnitudo sette che ha colpito l'Indonesia domenica. Si contano e si piangono i morti. Si cercano i dispersi e si dà assistenza agli sfollati. Solo in 20 mila hanno trovato riparo nei rifugi temporanei. A Lombok centinaia di persone sono state curate fuori dall'ospedale danneggiato dal sisma. Ma nel panico sono precipitate anche Bali e le Isole Gili. Intere aree sono senza elettricità e decine di villaggi sono ancora irraggiungibili e gli oltre duemila turisti stranieri sono fuggiti dai paradisi vacanzieri indonesiani. Siamo partiti con questa nave d'emergenza su cui siamo arrivati tramite questi battelli, insomma in maniera un po' rocambolesca ovvero un assalto assurdo, da parte soprattutto della popolazione indonesiana dell'isola. Queste barche che non hanno avuto nessun ordine e morale e ancor peggiore la gestione dell'autorità di quelli che arrivano con le prime barche. È stato animalesco. In vacanza in Indonesia, c'è anche l'atleta livornese Aldo Montano che insieme con la moglie hanno vissuto attimi di terrore. Mi trovavo al ristorante, un ristorante all'aperto. Quindi la mia fortuna è stata quella di non aver niente sulla testa. Fosse stato mezz'ora prima, sarei stato in camera di hotel e forse mezzo tetto mi sarebbe cascato addosso. Quindi fortuna, fortuna, caso, quello che vuoi, mi trovavo in questo ristorante. La botta è stata fortissima. Ha tremato tutto. Ci siamo trovati in un secondo per terra senza nemmeno renderci conto. Inevitabilmente l'allerta tsunami, poi rientrata, ha riportato alla mente la tragedia del 2004, quando solo in Indonesia morirono 120 mila persone.























