In pochi decenni la Rete ha avvolto il pianeta, rendendolo “navigabile” in ogni sua parte. Un’evoluzione/rivoluzione tecnologica che ha influito sulle nostre vite, sui nostri rapporti sociali e sulla nostra identità di cittadini di un villaggio globale che, come utenti di Internet, viviamo in qualità di “internauti”. 4 miliardi sono infatti gli utenti di Internet nel mondo, una cifra ragguardevole ma che rappresenta solo il 53% della popolazione mondiale (7,6 miliardi di persone). Dei 4 miliardi di naviganti in Internet, ben 3,2 di questi “surfa” ogni giorno la grande onda dei social network. I 4 miliardi di internauti nel mondo navigano in Rete in lingua principalmente inglese, a cui seguono quella cinese, la spagnola e l’araba. I Paesi con maggior numero di utenti connessi, come prevedibile, sono anche i più popolati, a partire dalla Cina (738 mln), dall’India (462 mln) e dagli USA (286 mln). A un paese più connesso non corrisponde però una maggior “densità di connessione”, il cui scettro va, come immaginabile, al Nord Europa (94%). Fanalino di coda l’Africa Centrale, con un indice di connessione interno del 10%. Oltre alla quantità, la qualità della connessione gioca un ruolo determinante nella mappatura dei paesi “più in Rete”, assegnandone il titolo alla Sud Corea, seguita da Norvegia e Svezia. In Italia gli internauti sono ancora pochi rispetto all’indice di penetrazione medio della rete negli altri paesi UE, con un grande divario tra un nord a banda larga ed un sud spesso senza Rete (soprattutto in due regioni si concentra questo record negativo). Tra le famiglie italiane più connesse è presente almeno un laureato o un under 18, a riprova che giovane età e istruzione sono le “boost” condition per lo sviluppo della Rete. .























