Sud America, scontri tra manifestanti e polizia

22 nov 2019

Uno sciopero sindacale si è trasformato in una violenta manifestazione di protesta, in Colombia, con un concerto di pentole e coperchi antigovernativo partito da Bogotà, e che si è poi diffuso in tutte le grandi città colombiane. Doveva essere un normale sciopero sindacale contro le trasformazioni al regime pensionistico volute dal Governo; poi l'adesione di organizzazioni studentesche ha portato allo scoperto un malcontento accumulato da anni per un modello di società che non soddisfa molti settori dei colombiani. A Bogotà i cortei si sono svolti in modo tranquillo, ma in serata è apparso un commando di persone con il volto coperto, che ha scritto sulle pareti degli edifici e si è scontrato con la polizia, che ha usato gas lacrimogeni per respingerli. Quello in Colombia è solo l'ultimo di una lunga serie di scontri che stanno infiammando il continente sudamericano. Un altro fronte caldo resta la Bolivia, dove la polizia ha represso con gas lacrimogeni un'affollata marcia di manifestanti pro Morales, arrivati a La Paz in corteo aperto dai feretri di quattro persone uccise negli scontri a Senkata due giorni fa. I manifestanti si sono scagliati contro la Presidente ad interim, Janine Anez, considerata illegittima, e chiedendo il ritorno di Evo Morales, esule in Messico. Il volto di Daniela Carrasco è diventato velocemente il volto delle proteste che da oltre un mese incendiano il Cile, soprattutto perché la sua morte continua ad essere avvolta dal mistero. L'artista di strada, conosciuta come El Mimo, è stata trovata impiccata a una recinzione alla periferia di Santiago del Cile il 20 ottobre scorso. Secondo il collettivo femminista Ni una menos, il giorno precedente Daniela era stata fermata dai militari, che l'avrebbero stuprata, torturata e lasciata appesa per ore. Un monito per tutte le donne che sono scese in strada a protestare contro il carovita nel Paese latino-americano, secondo le attiviste. Si riaccende il fronte caldo in Venezuela, dove gli studenti sono scesi in piazza in due cortei distinti: pro e contro il Presidente Nicolas Maduro. Le strade di Caracas si sono riempite di studenti e oppositori al Governo, che hanno consegnato alle forze armate nazionali un documento in cui chiedono ai militare di smettere di sostenere il Presidente Maduro. Contemporaneamente, sempre nella capitale, altri studenti, fedeli al Governo, hanno marciato in difesa della pace.

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