Sviluppo digitale, Italia ultimi posti in Unione Europea

12 giu 2020

I dati arrivano dall'annuale indice di sviluppo digitale stilato dalla Commissione europea e il risultato è sconfortante: l'Italia è al quartultimo posto nell'Unione, perdendo una posizione rispetto all'anno precedente. Peggio di noi solo Romania, Grecia e Bulgaria, mentre ai primi posti svettano Finlandia, Svezia e Danimarca. L'aspetto peggiore riguarda le competenze informatiche, che ci vedono ultimi in Europa. Solo il 42% degli italiani ha abilità di base e il 22% conoscenze avanzate. Gli specialisti delle telecomunicazioni sono solo il 2,8% degli occupati. L'uso di internet è un'abitudine per il 74% dei cittadini, ma solo uno su tre ha fatto ricorso ai servizi online della pubblica amministrazione: il dato peggiore d'Europa. Anche sul fronte imprese non va meglio. Su uso di cloud, big data e commercio elettronico siamo in ritardo rispetto agli altri Paesi. Qualche miglioramento invece sulle connessioni: la fibra è aumentata del 30%, ma la sua quota di mercato resta molto inferiore alla media europea. Bene, al contrario, lo stato di avanzamento del 5G: l'Italia è ora quarta tra i Paesi UE. La generale arretratezza italiana, secondo fonti europee, ha anche pesato sull'impatto economico del lockdown che ha spostato sul web buona parte dell'attività lavorativa e didattica, ma che ha visto il nostro Paese meno pronto di altri e ora a rischio di una ripresa più lenta. Paradossalmente, proprio la repentina necessita di riconvertirsi in chiave digitale potrebbe però aver fatto fare all'Italia un balzo in avanti che altrimenti avrebbe richiesto diversi anni. Ma ora gli occhi sono tutti puntati sul Recovery Fund, che avrebbe, appunto, tra le varie finalità, anche quella di favorire l'innovazione tecnologica.

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