E' la simulazione di un accerchiamento totale confermato e pubblicizzato anzitutto dalla Cina. La Repubblica Popolare ha circondato Taiwan, motivando l'operazione come deterrenza a tutto tondo, con lanciarazzi, Jet, cacciatorpedinieri. Contro la vocazione indipendentista della ricca isola considerata una provincia dell'Impero. Un arsenale documentato da immagini spot così come lo è la risposta di Taiwan in un videomessaggio delle Forze Armate. La Marina e l'Aviazione dell'isola conducono a loro volta esercitazioni per monitorare i movimenti della Cina, riferendo di aver avvistato 42 aerei da combattimento e 8 navi cinesi, attraversare la linea del confine non ufficiale. I tre giorni di esercitazioni annunciati dalla Cina seguono la visita della Presidente della Repubblica dell'isola Tsai Ing Wen negli Stati Uniti e l'incontro, in California, con lo speaker della Camera Kevin Mccarthy. Operazioni corredate da una nota dell'Esercito Popolare servono si scrive come severo monito tra le forze separatiste che cercano l'indipendenza di Taiwan e quelle esterne". Chiarendo che le manovre sono necessarie a salvaguardare l'unità territoriale della Cina. La Presidente di Taiwan condanna solennemente l'operazione lamenta che l'isola è costretta a misurarsi costantemente con l'espansionismo autoritario cinese e soprattutto ribadisce la volontà di continuare a lavorare con gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali, per difendere i valori della libertà e della democrazia.























