Tensione al confine Grecia Turchia, nuova ondata di profughi

06 mar 2020

Sono giovani famiglie, donne e bambini accampati in attesa di riuscire a raggiungere l'Europa. Oltre 130000 profughi, in queste ore, provano ad arrivare qui, dove la Turchia confina con la Grecia. E dove da qualche ora, 1000 agenti delle forze speciali di Ankara sono schierati per evitare i respingimenti da parte delle guardie di frontiera di Atene. Dopo due giorni di calma relativa, è salita nuovamente la tensione lungo il confine. La giornata inizia con la Polizia greca che carica gruppi di migranti intenti a forzare le recinzioni. Gli agenti usano lacrimogeni per farli desistere e loro rispondono con lanci di pietre. Molti vengono sgomberati e caricati sugli autobus per essere trasferiti altrove. Ancora non è chiaro se si tratti solo di uno spostamento lungo il confine o se le autorità di Ankara abbiano iniziato ad allontanarli progressivamente dalla frontiera. Una settimana dopo aver annunciato che non sarebbero più stati fermati se avessero voluto raggiungere l'Europa. Ora Atene denuncia una serie di attacchi coordinati da droni provenienti da una zona dove dovrebbero essere accampati solamente profughi in cerca di asilo Politico. Attacchi che, secondo la Grecia, avrebbero un'unica regia, quella della Turchia, che in questo modo aiuta i migranti ad attraversare il confine e fornisce loro strumenti per tagliare le recinzioni. Intanto, in Siria, da poche ore è in vigore il “cessate il fuoco”, frutto dell'accordo tra Erdogan e Putin per la provincia di Idlib, nel nord-ovest del Paese. Oggi qui regna una calma carica di tensione. Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani nel Paese, le aviazione di Russia, Siria e Turchia non volano in questi cieli, che invece da settimane erano attraversati dai jet dei tre Paesi in conflitto. Eppure, nelle stesse ore in cui scattava la tregua, in diversi raid aerei delle forze russe sono morti almeno 15 civili, tra cui un bambino.

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