Tensione con Iran, Teheran: "non temiamo la guerra"

09 lug 2019

Ora il braccio di ferro è con Londra. A provocare l'ennesimo scontro tra Iran e Occidente è il sequestro della petroliera Grace 1 avvenuto a Gibilterra da parte dei britannici. Un atto di pirateria secondo la Repubblica degli Ayatollah; il sequestro di un carico diretto in Siria, in violazione dell'embargo nei confronti di Damasco, secondo la Gran Bretagna. In realtà non è solo di questo che si discute, com’è ovvio, è solo l'ennesima mossa di una partita a scacchi che si gioca tra Teheran e l'Occidente ed è una partita che si gioca su diversi tavoli. Sulle rotte delle petroliere, per esempio, con i misteriosi attacchi alle navi cisterna che transitavano nello stretto di Hormuz attribuiti a Teheran, con l'abbattimento del drone americano, sempre nel Mar Arabico Persico, il 20 giugno scorso, ma soprattutto sul tavolo del dossier nucleare. Qui la partita è molto complessa. Teoricamente un accordo su cui gli Stati Uniti non hanno più voce in capitolo, visto che ne sono usciti nel 2018 ottemperando alla promessa elettorale di Donald Trump, ma la cui violazione da parte di Teheran, tutta da dimostrare, è il presupposto per il nuovo round di sanzioni varato dall'amministrazione Trump, in parte per la sua storica inerzia, in parte per una difficoltà oggettiva perché da un lato ha siglato l'accordo del 2015, anzi ne è stata la principale sponsor, dall'altro perché indirettamente subisce le principali ricadute del sostanziale blocco commerciale con l'Iran. Per questo motivo l'annuncio degli Ayatollah di aver ripreso l'arricchimento dell'uranio è un messaggio all'Europa perché aggiri le sanzioni americane e di fronte alle Nazioni del Vecchio continente la nuova escalation. Sempre in quest'ottica va collocato il sequestro della petroliera Grace 1. La Gran Bretagna, ha fatto notare Teheran, non è più parte dell'Unione e in questo modo cerca di rafforzare il legame transoceanico con Washington. Ma Teheran non si è lasciata intimorire, “non resterà senza risposta”, ha detto il capo dei Pasdaran.

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