Terrorismo estrema destra, minaccia crescente per Europa

20 feb 2020

Attentati di matrice razzista e xenofoba o jihadista. Il terrorismo che insanguina l'Europa da anni, infatti, è una sola faccia dell'Isis, ma anche quella, altrettanto spietata e pericolosa, dell'estrema destra razzista e xenofoba. E' una lunga scia di sangue. Nel 2017 sono stati 56 gli attacchi legati all'estremismo di destra, il più alto numero degli ultimi 50 anni, mentre nel 2018 hanno colpito maggiormente i terroristi islamisti, che hanno ucciso 13 persone in 24 attacchi. Se però il terrorismo islamista è in progressiva diminuzione, cresce in modo esponenziale quello di estrema destra. Gli attentati legati ad ambienti neonazisti, fascisti ed etno-nazionalisti sono più che triplicati in tutto il mondo tra il 2014 e il 2018. Ecco alcuni esempi. Il 10 agosto del 2019 fa irruzione nella moschea a Baerum, vicino a Oslo, un giovane di 21 anni, noto per i suoi atteggiamenti xenofobi e vicino all'estrema destra. Indossa un elmetto e una divisa con giubbotto protettivo e ginocchiere. L'uomo spara contro i presenti e ferisce diverse persone. Il 9 ottobre del 2019 un giovane neonazista vestito con la mimetica, elmetto e mascherine - è il ventisettenne Stephan Balliet - attacca la sinagoga di Halle, in Sassonia, nella Germania orientale. 2 le vittime. Si riaccendono, quindi, i riflettori su un fenomeno che se numericamente marginale, non è meno pericoloso. Per gli analisti si tratta di un grande universo di violenza difficile da catturare. E' un fenomeno clandestino, sotterraneo, perché a bassa intensità, ma questo tipo di terrorismo è comunque una minaccia crescente per l'Europa sebbene ancora sottostimata. La minaccia islamista ha colpito negli ultimi due anni diversi Paesi europei. Ad esempio il 23 marzo 2018 a Trèbes, in Francia, Lakdim, marocchino di 25 anni, prende in ostaggio diverse persone in un supermercato. Verrà ucciso dopo quattro ore. Il bilancio è di 3 morti e 16 feriti. Qualche mese dopo, il 12 maggio, a Parigi, Azimov, 21 anni, accoltella 5 passanti nel quartiere Opéra gridando “Allah Akbar”. Muore un ragazzo di 29 anni, 4 i feriti. Il terrorista viene ucciso dalla polizia. Nato in Cecenia e naturalizzato francese, l'uomo era schedato come a rischio radicalizzazione islamica. Il 29 maggio a Liegi, in Belgio, il belga Herman, 31 anni, uccide 2 poliziotti e uno studente al grido di “Allah Akbar”. Dopo 24 ore l'Isis rivendica l'attacco. L'anno si chiude con la strage del 12 dicembre al mercatino di Natale di Strasburgo, in Francia: 5 morti e 11 feriti. L'attentatore è il ventinovenne radicalizzato Chekatt. Tra le vittime anche il giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi. Nel 2019, il 29 novembre, sempre a Londra torna l'incubo che ancora una volta ha le sembianze del lupo solitario: Usman Khan, 28 anni, che accoltella a morte 2 persone.

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