Tokio 2020, premier Suga: più contagi non per le Olimpiadi

31 lug 2021

"Mi scusi me lo fa riprendere un attimo?", "Prego. Eccolo". Quello che vedete è il contrassegno che circa 3 mila taxi dedicati e regolarmente registrati dovrebbero esibire sul parabrezza e dovrebbero essere usati solo dagli ospiti della cosiddetta bolla, atleti, funzionari, tecnici, giornalisti, gente che non dovrebbe avere alcun contatto con il resto del mondo. Ma i tempi sono duri e bisogna pur sopravvivere. Molti fanno come questo autista: tirano fuori il contrassegno alla bisogna ma poi caricano un po' tutti. "Ma poi disinfettate, come da protocolli?", "Dekiru daké" rispondono, "facciamo il possibile". Ha ragione il Premier Yoshihide Suga, che dopo essersi assunto, coraggiosamente secondo alcuni irresponsabilmente secondo altri, la responsabilità di tenere queste Olimpiadi semi-clandestine, a prendersela con i suoi cittadini. "Il preoccupante aumento dei contagi non c'entra niente con le Olimpiadi, con gli stranieri che sono arrivati", ha ammonito ieri dopo aver esteso lo stato d'emergenza al 31 agosto e ad altre quattro regioni del Paese, "è colpa del mancato rispetto delle nostre disposizioni e della scarsa consapevolezza che i cittadini hanno di questa situazione". Ha ragione. Pur tra mille difficoltà, contraddizioni, violazioni, la cosiddetta bolla tiene e non sono certo poche centinaia di stranieri, che oramai ne entrano e ne escono a piacimento, a diffondere il virus, semmai se lo prendono come capitato già a circa 200 persone, tra i quali una quarantina di atleti. Basta girare un po' per la capitale per rendersene conto, soprattutto la sera. Di gente in giro ce n'è certamente meno del solito ma quella che c'è vìola apertamente tutte le regole, convinta che siano inutili e "mendo ksai" come si dice qui, "fastidiose". Perfino questo signore, leader del movimento no vax, non sembra avere alcun seguito e se ne va desolatamente in giro da solo, di notte, a urlare le sue fesserie. I giapponesi non ne hanno bisogno. Per varie ragioni, difficili da spiegare, non hanno un buon rapporto con i vaccini. Non si vaccinano, e basta. Del resto anche se volessero, non ci riuscirebbero perché il Governo, ahimé, ha sbagliato ordine e tempi ed è incredibilmente in affanno. Certo non è pieno come prima della pandemia ma secondo le disposizioni del Governo giapponese e della metropoli di Tokyo questo locale, a quest'ora, dovrebbe essere chiuso. Sono le 11 di sera. Le disposizioni parlano delle 8 di sera ma soprattutto parlano di divieto di vendere alcolici, mentre qui gli alcolici sono venduti liberamente addirittura scontati perché il padrone di questa catena di ristoranti, siamo a Gompachi, a NishiAzabu, nel centro di Tokyo, questo è il famoso ristorante che è stato replicato poi per filmare il famoso film di Quentin Tarantino, Kill Bill, ha dichiarato ufficialmente di essere contrario alle disposizioni e di intendere di contestarle anche a livello, poi, giuridico.

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