Tokyo 2020, oltre 50 stranieri positivi. Paese in protesta

19 lug 2021

C'è anche un italiano, un collega giornalista tra i primi positivi individuati all'arrivo a Tokyo. Era sul volo dell'Alitalia di ieri, le sue condizioni sono buone ma è stato isolato in una struttura Covid, mentre tutti gli altri passeggeri sono stati sottoposti a nuovi tamponi di verifica sono oramai oltre una cinquantina e i positivi individuati dalle autorità, quattro dei quali, forse cinque, sono atleti che erano già alloggiati all'interno del Villaggio Olimpico. Segno che a differenza di quanto ripetutamente sostenuto nei giorni scorsi dal Presidente del Cio Thomas Bach e dal Governo giapponese. Il Villaggio Olimpico non è poi quella bio fortezza impenetrabile e che il rischio di contagi per atleti e addetti ai lavori esiste. Ma nonostante crescano le proteste, oramai quotidiane dei cittadini, gli appelli di medici, intellettuali ed editoriali dei media locali è partito il conto alla rovescia per la cerimonia di inaugurazione, che sarà a porte chiuse e ridotta a circa metà della durata prevista. Cerimonia che è stata colpita dall'ennesimo scandalo: uno dei direttori artistici, il giovane Keigo Oyamada ha dovuto ammettere di essere stato in passato un molestatore seriale dei disabili, contro i quali avrebbe anche commesso violenze fisiche, ma ha chiesto pubblicamente scusa. Il comitato organizzatore ha deciso di perdonarlo e non rimuoverlo dall'incarico, sembra infatti che il suo contributo sia indispensabile per la riuscita della cerimonia. Cerimonia alla quale parteciperanno solo pochissime autorità: l'Imperatore del Giappone Naruhito, il Presidente francese Macron e l'unica donna del Comitato centrale del Partito Comunista cinese Sun Chunlan, entrambi in rappresentanza dei due paesi in cui si svolgeranno le prossime Olimpiadi, quelle invernali il prossimo febbraio e quelle estive del 2024 a Parigi. Il resto del Paese, del mondo assisterà alla cerimonia davanti alla tv, ma senza gli spot di uno degli sponsor più autorevoli: la Toyota. La casa automobilistica preoccupata dell' immagine oramai negativa dei giochi ha deciso infatti di ritirare i suoi spot e di non inviare il suo Presidente Akio Toyoda all'inaugurazione.

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