Tokyo, dramma bambini che restano senza un genitore

31 lug 2021

Vincent e Tommaso sono solo due dei papà, ma ci sono anche molte mamme, che dopo una separazione, a volte neanche formalizzata, non riescono più a vedere i loro figli. Sono centinaia, in Giappone, i bambini contesi, figli di coppie miste, che vivono questa triste situazione ma il fenomeno riguarda l'intera società giapponese. Si calcola che siano oltre 3 milioni, circa l'80% dei figli di coppie separate o divorziate, i bambini che, dopo la separazione, non vedono più uno dei genitori. In Giappone, dove non esiste l'affidamento congiunto e dove un'antica e ancora diffusa tradizione culturale non concepisce l'idea della cosiddetta famiglia allargata, funziona così: il genitore che per primo si porta via i figli ha buona possibilità di tenerseli per sempre. Anche in presenza di sentenze locali o internazionali che dispongano l'affidamento all'altro coniuge o ne regolamentino il diritto di visita. Contro questo sistema Vincet, approfittando dei riflettori accesi sulle Olimpiadi, ha iniziato 23 giorni fa uno sciopero della fame. Una scelta disperata, presa dopo essersi licenziato da un incarico prestigioso e che aveva minacciato di portare avanti fino alle estreme conseguenze. Ma oggi c'è stata la svolta: una delegazione di otto ambasciatori europei, compreso quello italiano, è andata a trovarlo e si è impegnata a insistere, come aveva già fatto il Parlamento Europeo lo scorso luglio con una dura risoluzione, affinché il Giappone rispetti la Convenzione Internazionale sul diritto del fanciullo, firmata nel lontano 1996 ma largamente disattesa. Convenzione che riconosce ai minori il diritto di mantenere stabili relazioni con entrambi i genitori. Giorgio Starace, ambasciatore italiano a Tokyo. "È un problema grande ed in questo Paese il fatto che ci siano le sentenze delle Corti giapponesi che stabiliscono come in tutti i Paesi del mondo il diritto dei genitori di poter vedere i propri figli, anche se l'affidamento è dato per esempio alla madre, e queste sentenze non vengano eseguite regolarmente. E questo è un problema". Vincet ha apprezzato ma non è soddisfatto. Tutto questo non ha ancora portato a riunirmi con i miei figli, ci ha detto prima di andare in ospedale dove domani dovrà operarsi per una frattura alla mano, ma spero che rappresenti una svolta e che l'Europa Unita riesca finalmente a impedire al Giappone di continuare a violare i diritti dei nostri bambini. Un modo ci sarebbe, sostiene Tommaso Perina, tra i primi a internazionalizzare questa battaglia e che in questi giorni è stato sempre vicino a Vincent. "Il Giappone e l'Europa hanno firmato un trattato nel 2018, trattato strategico, di partnership, l'Europa ha quindi una possibilità di far leva su questo trattato economico per spingere il Giappone a rispettare quello che sono i diritti dei minori".

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