Trump alle strette: tra i Rolling Stones e il coronavirus

29 giu 2020

Non puoi sempre ottenere quello che vuoi. Il titolo della canzone dei Rolling Stones non poteva essere più adatto. Oggi che il gruppo rock britannico ha minacciato il Presidente americano Donald Trump di fargli causa, se continuerà ad utilizzare i suoi brani in occasione dei propri comizi. L'ultimo episodio Levante di Tulsa, in Oklahoma. Il raduno era finito al centro di attacchi, non solo delle proteste anti razziste, ma anche della comunità scientifica, preoccupata del rischio contagio. Proprio in quell'Arena Trump si è servito della famosa canzone del 1969, cosa già fatta durante la campagna del 2016 è già criticata dalla band. Per il Presidente americano si è poi aperto un altro fronte. È stato, infatti, costretto a cancellare un video che aveva postato, il quale alcuni suoi sostenitori strillavano “whyte power”. “Gente fantastica” li aveva definiti lui nel tweet, scatenando le polemiche. Non l'aveva visto tutto il filmato, questa la difesa che è arrivata dalla Casa Bianca. Anche la situazione coronavirus continua a creare difficoltà all'amministrazione americana. Los Angeles ha dovuto fare retromarcia sulla riapertura, ed è tornata a chiudere i bar, a prendere la decisione è stato il governatore della California, Gavin Newson, misura estesa in altre sei città dello Stato. L'annuncio, che arriva a meno di tre settimane dalla riapertura del bar, è stato reso necessario dall'impennata di casi di coronavirus. Secondo le stime del Los Angeles Times, ogni giorno, in California, si registrerebbero una media di oltre 5000 nuovi casi e 58 morti, solo nella città di Hollywood i casi confermati sono oltre 95000.

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