Trump contro Biden: sfida senza esclusione di colpi

30 set 2020

Non sarà un corpo a corpo. Ai due contendenti la pandemia ha risparmiato anche la protocollare stretta di mano, ma il faccia a faccia di Cleveland si preannuncia come un duello in cui non verranno risparmiati colpi bassi. E se il Presidente Donald Trump sembra a suo agio nel politicamente scorretto, bisognerà vedere se il suo sfidante, il democratico Joe Biden, sarà capace di rispondere colpo su colpo nei tre dibattiti televisivi che vengono considerati a tutti gli effetti il Super Bowl della politica americana. Trump è arrivato a chiedere il test antidoping prima del confronto per Sleepy Joe, cercando di far passare il messaggio che Biden, 77 anni, ha un unico modo per essere ormai lucido e presente a se stesso, dopandosi. L'ex Vicepresidente è inoltre un ex balbuziente, e questo aspetto ha contribuito a farlo sembrare esitante anche durante le primarie del Partito Democratico. Donald ha solo tre anni di meno, ma ha una fisicità del tutto diversa. Ricordate quando nei duelli TV con Hillary Clinton si mise dietro l'allora sfidante per farla sentire più piccola? Ed è un autentico animale televisivo, ex star di “The Apprentice”, che conosce i tempi, i trucchi del mezzo e, come detto, non si preoccupa di attaccare, insultare, prevaricare, consapevole che al suo pubblico piace cosi. Il primo duello TV ha luogo, però, a poche ore dallo scoop del New York Times, che descrive l'attuale Presidente come un evasore fiscale senza pari e vicinissimo alla bancarotta, in un Paese in cui chi non paga le tasse generalmente rischia davvero di finire in prigione. Altro punto di debolezza per Trump è sicuramente la gestione della pandemia, che negli USA ha fatto più morti (circa 200 mila) che nel conflitto del Vietnam o nella Grande Guerra. Come denunciato dal premio Pulitzer Bob Woodward nel suo ultimo libro, il Presidente era a conoscenza della pericolosità del virus da almeno lo scorso febbraio, ma anche Biden ha i suoi scheletri nell'armadio o, verrebbe da dire, in famiglia. Quantomeno spiacevole la vicenda che ha visto il figlio Hunter membro del Consiglio di amministrazione di Burisma Holdings, la più grande compagnia ucraina di gas naturale, con uno stipendio mensile di 50 mila dollari. E questo senza avere nessuna esperienza nel settore energetico, né particolari conoscenze del Paese. Incarico che ottenne negli stessi anni in cui l'allora Vicepresidente era stato chiamato a seguire da vicino per conto di Obama il fascicolo ucraino. Ci sono poi i disordini e le proteste che hanno sconvolto il Paese a seguito della morte dell'afroamericano George Floyd. Trump ha già accusato Biden di essere schiavo della Sinistra radicale, che vuole togliere finanziamenti alla polizia, e Biden ha risposto definendo Trump un razzista che strizza l'occhio ai suprematisti bianchi. Nell'era del Me Too ci sono poi le accuse di molestie piovute su Biden, che avrebbe il brutto vizio di toccare un po' troppo le persone con cui entra in contatto, in un eccesso quantomeno di espansività, ma su questo tema il commander in chief ha un'arma spuntata, e lo sa.

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