Trump: nuovi dazi contro Messico se non fermerà migranti illegali

31 mag 2019

Se qualcuno ancora pensa che i dazi per Trump fossero un'arma esclusivamente economica, da oggi potrà ufficialmente ricredersi. Il Presidente ha infatti annunciato ieri, in serata, nuove tariffe del 5% contro il Messico, a partire dal 10 di giugno, come ritorsione per il continuo flusso di migranti al confine. I nuovi dazi colpiranno tutti i prodotti, hanno fatto sapere dalla Casa Bianca e aumenteranno gradualmente fino ad arrivare al 25% il primo ottobre a meno che dal Governo messicano non ci siano passi avanti concreti per fermare l’immigrazione illegale. Trump ha precisato di agire nell’ambito dei poteri economici di emergenza stabiliti in una norma del 1977, perché, secondo il Presidente, quella dell'immigrazione è e resta un'emergenza nazionale e il Messico non sta facendo abbastanza per fermarla. In realtà, da quando si è insediato il Presidente Obrador lo scorso dicembre, le deportazioni di clandestini sono aumentate, ma la situazione è drammatica, in America centrale continua e il numero di persone in fuga è cresciuto costantemente negli ultimi mesi. Soltanto ad aprile sono stati quasi 100.000 i migranti irregolari arrestati alla frontiera. Una situazione insostenibile secondo Trump, che si è visto anche bloccare ieri, da un giudice della California, i finanziamenti per il muro al confine, che avrebbe voluto reperire dai fondi per la difesa. Da qui la decisione di aprire questo nuovo fronte della guerra dei dazi, proprio contro il Paese che con l’inasprirsi delle tensioni con la Cina era diventato il primo partner commerciale per gli Stati Uniti, con cui la Casa Bianca sta mettendo a punto i dettagli di un nuovo accordo sul commercio, tanto che il Messico, insieme al Canada, è fra gli stati esentati dalle tariffe sull'acciaio e sull'alluminio. Si apre quindi un nuovo conflitto esterno per il Presidente che negli ultimi giorni è sotto pressione anche internamente, per le ultime evoluzioni del caso Russiagate, dopo che l'ex Procuratore speciale, Robert Mueller, ha dichiarato che se avesse creduto che Trump fosse innocente, per quanto riguarda il reato di ostruzione alla giustizia, lo avrebbe scritto nel suo rapporto. Parole criptiche che hanno scatenato le ire dell'inquilino della Casa Bianca, che ieri ha accusato Muller di conflitto d'interessi, sostenendo che il Procuratore lo odia perché lui si rifiutò di metterlo a capo dell' FBI, dopo aver licenziato James Comey.

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